Tom Sawyer e il patto del segreto

patto segreto

“Le avventure di Tom Sawyer” non hanno bisogno di presentazioni, o forse sì, perché raccontano così tante cose sulla vita e sulle emozioni che quasi quasi bisogna specificare di quale aspetto si vuole parlare a riguardo. Bene, io parlerò del patto di lealtà tra Tom e Huck Finn, patto di mantenere il segreto su ciò che hanno visto. Si tratta di un patto importante, firmato con il sangue e seppellito con un rito.

Sono una psicologa e quindi sono tenuta al segreto professionale. Dedico molto tempo durante il primo colloquio, soprattutto con i bambini, per spiegare questo mio obbligo e ciò che esso comporta. Come psicodrammatista, ogni nuovo gruppo inizia con il “rito del segreto”, in cui tutti i partecipanti si impegnano a rispettare il patto di non portare al di fuori del gruppo le storie e le emozioni degli altri. Non si tratta di una prassi, si tratta di una comunicazione profonda tra lo psicologo e il paziente: “questo luogo e questa relazione sono sicuri, si può parlare anche di cose molto difficili e ti dò la certezza che queste comunicazioni non verranno condivise con nessun altro”. Con questa solida premessa si gettano le basi per un lavoro terapeutico o di consulenza.

Tom e Huck sono amici, perché stipulano un patto di segretezza e lo firmano con il loro sangue? Per me ci sono due motivi: il primo è che le regole hanno bisogno di essere esplicitate.

“[…] Ora stammi a sentire, Tom, giuriamoci – ecco quello che dobbiamo fare – giuriamoci di tenere il becco chiuso.”

“D’accordo Huck. É la cosa migliore. Diamoci la mano e giuriamo che noi..”

“Oh no, così non va bene per una cosa come questa. Così va bene per le solite cose, le sciocchezze – specialmente con le ragazze, perchè quelle ti tradiscono comunque, e se si arrabbiano spifferano tutto – ma per una storia grossa come questa dovrebbe esserci qualcosa di scritto. E il sangue.”

Il secondo motivo è che Tom e Huck hanno appena assistito ad un omicidio, ed è successo mentre dovevano trovarsi a letto a dormire. Non solo hanno visto qualcosa di spaventoso, ma si sentono anche colpevoli per essersi trovati lì, di nascosto da tutti. Ognuno dei due deve essere sicuro della lealtà dell’altro.

Il terapeuta deve essere leale nei confronti del paziente. E questa lealtà deve essere scritta (per questo c’è un codice deontologico!), tutelata (per questo c’è un Ordine degli Psicologi!) ed esplicitata. Quando spiego ai bambini cos’è il segreto professionale e come si sviluppa nei confronti di ciò che verrà riportato ai genitori, vedo degli occhi grandi di curiosità ed incredulità, ed è in quel momento che iniziano a capire che la relazione con lo psicologo è diversa dalle altre: è una relazione sacra in cui non si giudica ma si accetta, e si accetta anche ciò che fa paura, fa arrabbiare, fa soffrire.

I due ragazzi firmano con il sangue il loro giuramento e ritualizzano il seppellimento del pezzo di legno sul quale questo viene scritto. A livello simbolico questo è molto importante e Tom lo dice: ci vuole il sangue, ovvero questo patto è importante come la vita e con il suo simbolo va stipulato. E ancora: le condivisioni delle cose importanti e come in questo caso, spaventose e traumatiche, necessitano di un luogo e di una relazione sicura in cui poterle esprimere. Per questo serve il rito del segreto. Tom e Huck sono due ragazzi, sono spaventati, ma sanno cosa fare per fidarsi della relazione: sottoscrivere un patto. Ecco, nella relazione terapeutica non si propone e si rispetta il segreto per paura, come fanno i due ragazzi, ma per tutelare un luogo sicuro, dove paziente e terapeuta possono incontrare le emozioni e le parti più complesse e oscure senza timori. É la certezza del segreto e della confidenzialità che permette un incontro sincero e profondo.

Grazie Tom, grazie Huck.

Bibliografia:

Twain M., Le avventure di Tom Sawyer. Garzanti Editore, 1989.