Dire o non dire?

  • On marzo 22, 2018

Dire o non dire cosa? Non ci giro attorno: dire ad un bambino che il nonno è morto, dire le cose come stanno, dire la verità, dire quello che si pensa o che si sente. Così, giusto le prime cose che mi vengono in mente. Ci sono argomenti che sono tabù e si prestano maggiormente a non essere detti, ma purtroppo, non dire non significa eliminare. Più o meno si ottiene lo stesso effetto del nascondere le briciole sotto il tappeto.

Le cose che non si dicono, agli altri, a se stessi, sono cose dolorose o che fanno paura, insomma, hanno un motivo per far compagnia alle briciole sotto al tappeto. Non starei neanche a scriverci su, se le cose non dette, quelle che appena vengono negate, diventano segreti, non fossero cose importanti. Senza per forza scendere in discussioni di psicologia, ma avete mai pensato a quanti libri, film, storie girano attorno ai segreti? Ora che ci state pensando, vi viene in mente qualche esempio in cui un non detto non si trasforma in un casino epocale?

Non dire qualcosa di importante non è una strategia efficace. Prendo il caso che citavo, nascondere ad un bambino la morte del nonno. Mi sembra chiaro l’atto di buona fede con cui una famiglia nega la realtà, ma cosa può pensare quel bambino? Probabilmente vedrà piangere i genitori, troverà la routine quotidiana stravolta, ma non avrà la possibilità di capire cosa sta succedendo. Con le parole di Concita De Gregorio:

Mi domando perché i bambini non si portino (più) ai funerali. Di solito, sento dire, perchè si impressionano, per evitare loro un trauma, perché sono troppo piccoli per capire. Si mandano a casa di certi parenti per “distrarli”, poi si racconta che ill nonno è partito per un lungo viaggio, o che è andato sulle nuvole. I bambini sono piccoli ma non sono cretini. Se una persona che si ama parte per un viaggio ci si aspetta che telefoni, o che scriva.

Nascondere la verità dei fatti è un gioco che non fa vincere nessuno: i genitori e la famiglia del bambino dovranno vivere il loro lutto in segreto, facendo attenzione a non farsi sfuggire parole che possono destare sospetti; il bambino vivrà nella confusione, con la sensazione che c’è qualcosa di strano che non si può dire.

Ci vuole molto coraggio e molta delicatezza da parte di tutti, degli adulti, dei bambini, della società intera per parlare della verità delle cose, ma si può fare, perchè “così è la vita”.

Bibliografia:

  • Così è la vita, Concita De Gregorio, 2011, Einaudi editore.
  • Foto: http://www.carlomarchisioph.com/
 

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