Silenziosamente costruire

Silenziosamente costruire

  • Posted by Dott.ssa Tiziana Grasso
  • On Febbraio 25, 2019
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  • psicologia, psicoterapia

Ho in mente tante cose da dire sulla psicoterapia, su come funziona, cosa succede in questo particolare tipo di relazione. Non è facile scegliere da dove partire, di quali aspetti scrivere dato un argomento così vasto. Poi, mi è venuta in mente una canzone e ho pensato che mi può aiutare nel trovare un ordine nei pensieri.

Ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c’è tutto il resto

e tutto il resto è giorno dopo giorno

e giorno dopo giorno è

silenziosamente costruire

e costruire è potere e sapere

rinunciare alla perfezione

La psicoterapia è un po’ così: un percorso tra la partenza e il traguardo, in cui spesso non è così facile definire un punto di inizio e uno di fine. Non per altro noi psicologi preferiamo la definizione di processo, parola che indica qualcosa che va oltre al percorso, meglio qualcosa che si sviluppa nel tempo. Più semplicemente è quel “nel mezzo c’è tutto il resto, e tutto il resto è giorno dopo giorno”.

Paziente e terapeuta lavorano giorno dopo giorno, silenziosamente costruiscono e co-costruiscono una narrazione, uno spazio nuovo in cui si può esplorare e rimodellare delle parti di sè. Non so se avete mai fatto terapia o parlato con qualcuno che l’ha fatta o la sta facendo. Bene, tutti dicono (e l’ho detto anche io), che non sanno definire di preciso quello che succede nella relazione terapeutica. Ma arriva un momento in cui i problemi sembrano più chiari, o meglio, alle volte non sembrano più problemi, le cose sembrano più semplici.

Sappiamo che non è magia, ma è frutto di lavoro, un lavoro che si fa in due ed è proprio quel costruire del titolo. Silenziosamente perché è una relazione intima, privata e soprattutto condivisa. Nella condivisione e nel poter parlare ed esplorare i propri nodi in una relazione, c’è uno dei fattori terapeutici indicati da Yalom che, come sempre, cito. Si costruisce insieme, nello spazio di parola della seduta, ma anche nel co-inconscio che si crea tra paziente e terapeuta.

Si procede alle volte lentamente, alle volte al galoppo, seguendo i tempi migliori di lavoro. La psicoterapia non è un percorso lineare, con uno svolgimento causa-effetto, ma la definiamo un processo, proprio perché ha sviluppi e tempi poco programmabili con precisione. Si arriva al traguardo, ma non è detto che si percorra la strada principale e, soprattutto, i tempi di percorrenza non sono quelli di Google Maps.

Silenziosamente “costruire è potere e sapere rinunciare alla perfezione”, perché la terapia non serve per diventare perfetti, ma per stare bene.

Bibliografia:

  • Niccolò Fabi, Costruire, in Novo Mesto, 2006;
  • Yalom, Leszcz, Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo, Bollati Boringhieri.